Chi lavora soprattutto per imprese e agenzie: quanti sono fra gli artigiani della casa?
Di Federico, fondatore di Clienti di ZonaPubblicato il Lettura: 6 minuti
In breve
Su 177 artigiani della casa che hanno risposto al nostro modulo dal 4 agosto al 1° settembre 2026, 18 (10,2%) dicono che il grosso del lavoro glielo gira un'impresa o un'agenzia. È un nostro conteggio, non una ricerca di mercato: chi risponde a una pubblicità che parla di lavoro può essere diverso dalla media.
Qui trovi il dato con la sua base, il metodo e i limiti. Poi spieghiamo cosa vuol dire lavorare soprattutto per conto di altri e come affiancare un giro di clienti privati senza lasciare imprese e agenzie.
Quanti artigiani della casa ricevono il grosso del lavoro da imprese e agenzie?
Nel nostro modulo sono 18 su 177, il 10,2%: hanno scelto la risposta «Me lo gira un'impresa o un'agenzia».
La domanda era «Oggi il grosso del lavoro da dove ti arriva?», con una sola risposta possibile. Hanno risposto 177 artigiani della casa in 29 giorni, dal 4 agosto al 1° settembre 2026, dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram.
Nella tabella ci sono le tre risposte alla stessa domanda. Chi lavora soprattutto per conto di altri è un gruppo piccolo ma non trascurabile: più degli 11 che indicano il sito, Google o le sponsorizzate come fonte del grosso del lavoro, molto meno dei 148 che indicano il passaparola.
| Risposta scelta | Artigiani | Quota sul totale |
|---|---|---|
| Passaparola e gente che mi conosce | 148 | 83,6% |
| Me lo gira un'impresa o un'agenzia | 18 | 10,2% |
| Dal sito, da Google o dalle sponsorizzate | 11 | 6,2% |
| Totale delle risposte | 177 | tutte |
Come abbiamo contato, e cosa il dato non dice?
Abbiamo contato le risposte al nostro modulo, una per domanda: sono dichiarazioni degli artigiani, non misure fatte da noi.
Il modulo lo compila chi ha visto una nostra pubblicità su Facebook o Instagram e ha deciso di rispondere. Per questo il conteggio non rappresenta tutti gli artigiani della casa in Italia: chi risponde a una pubblicità che parla di lavoro può essere diverso dalla media.
- Il dato dice da dove arriva il grosso del lavoro, non tutto il lavoro: chi ha scelto il passaparola può lavorare anche per imprese.
- Il dato non dice perché quei 18 lavorano per conto di altri, né se ne sono contenti.
- Il dato non dice quali mestieri sono: imbianchini, elettricisti, muratori o altri.
- Qui non incrociamo le risposte: non diciamo quanti dei 18 dicono di avere poco o niente su Google.
- Una sola risposta per domanda: chi divide il lavoro a metà fra imprese e privati ha dovuto sceglierne una.
Cosa vuol dire lavorare soprattutto per conto di imprese e agenzie?
Vuol dire che il lavoro arriva già trovato, ma il cliente finale spesso conosce l'impresa che ha chiamato, non la ditta che entra in casa.
Pensa a un imbianchino che tinteggia appartamenti per un'impresa di ristrutturazioni, o a un elettricista che segue i cantieri di un'altra ditta. Il lavoro è suo, ma il preventivo, la fattura al privato e il rapporto con lui passano spesso dall'impresa.
Il vantaggio è chiaro: non serve cercare clienti uno per uno. Il rovescio è che il nome che resta in testa al proprietario di casa, molte volte, è quello di chi ha girato il lavoro. Se un giorno l'impresa rallenta o cambia fornitori, capita che la ditta si trovi con pochi contatti diretti e poco o niente che parli di lei.
Come affiancare un giro di clienti privati senza lasciare imprese e agenzie?
Si costruisce una presenza propria, a nome della ditta, accanto al lavoro per conto di altri: scheda Google, foto dei lavori e recensioni dei privati.
Su Google, i criteri sono scritti dalla guida: «I risultati di ricerca locale si basano principalmente su pertinenza, distanza e popolarità». La stessa guida aggiunge che «Le attività con informazioni complete e accurate hanno maggiori probabilità di essere visualizzate nei risultati di ricerca locale». Una scheda completa aumenta quindi le possibilità di essere trovati, senza promettere niente.
- Rileggi gli accordi con le imprese per cui lavori, e chiarisci se puoi proporti direttamente ai loro clienti: meglio saperlo prima.
- Apri o sistema la scheda Google con il nome della ditta, il mestiere, i servizi scritti con parole semplici e i comuni che servi.
- Scrivi orari veri e un modo chiaro per raggiungerti, anche se nei giorni di cantiere rispondi più tardi.
- Metti foto dei lavori finiti, senza indirizzi, facce o dettagli che riconoscano la casa, e con il consenso di chi ha commissionato il lavoro.
- Ai privati che ti chiamano direttamente, anche per un lavoro piccolo, lascia un biglietto o un messaggio con il nome della ditta.
- Chiedi la recensione a ogni privato servito, senza scegliere a chi.
Come chiedere le recensioni ai privati senza sbagliare?
Le recensioni si chiedono a tutti i clienti, senza filtri, mai in cambio di sconti o regali e mai scritte dalla ditta.
La guida di Google lo dice in modo esplicito: «Più numerose saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nei risultati di ricerca locale di un'attività». Non è una promessa: conta solo se le recensioni arrivano chiedendole a tutti, senza filtri.
Le norme di Maps vietano infatti ai commercianti di «sollecitare selettivamente recensioni positive da parte dei clienti». Vale a dire che non si chiede la recensione solo a chi è rimasto contento. Basta un messaggio breve dopo il lavoro, uguale per tutti, per esempio: «Se ti va, lasciaci due righe su Google».
Domande frequenti
Il dato vale per tutti gli artigiani della casa in Italia?
No. Sono le risposte di 177 artigiani al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità: è un nostro conteggio, non una ricerca di mercato.
Si può dire che uno su dieci lavora soprattutto per imprese?
Nel nostro modulo sì, circa uno su dieci: 18 su 177 hanno scelto «Me lo gira un'impresa o un'agenzia». Fuori da questa base il dato non si allarga.
Per avere clienti privati bisogna smettere di lavorare per le imprese?
No. La presenza propria su Google si costruisce accanto al lavoro per conto di altri, rispettando gli accordi presi con le imprese.
Si può pagare Google per comparire più in alto nella ricerca locale?
No. La guida di Google scrive che «non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale su Google».
Fonti
- Google, «Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google»: support.google.com/business/answer/7091 (consultata il 12 ottobre 2026).
- Google, «Norme sui contenuti di Maps: contenuti vietati e con limitazioni»: support.google.com/contributionpolicy/answer/7400114 (consultata il 12 ottobre 2026).
- Clienti di Zona, dati interni (nostri conteggi, non ricerche di mercato): le risposte di 177 artigiani della casa al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, una sola risposta per domanda (dal 4 agosto al 1° settembre 2026).
Come lavoriamo: questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e controllato da una persona della redazione prima della pubblicazione.
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