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Clienti di Zona

Chi chiama dicendo di lavorare per Google: come riconoscere la telefonata?

Di Federico, fondatore di Clienti di ZonaPubblicato il Lettura: 4 minuti

In breve

Chi telefona dicendo di lavorare per Google spesso è una società che vende servizi web, non Google. L'aiuto di Google è chiaro: a chi dice di essere di terze parti chiedi nome e cognome. Nessuno può promettere un posto nei risultati, togliere la scheda o entrarci senza il permesso della ditta. La scheda si controlla da soli, senza costi.

La telefonata di chi dice di chiamare per conto di Google arriva spesso a chi ha una partita IVA. Vale la pena sapere chi c'è davvero dall'altra parte e cosa può o non può promettere, prima di decidere qualsiasi cosa.

Chi chiama davvero dicendo di lavorare per Google?

Spesso è una società che vende servizi web, non Google. La prima mossa la suggerisce l'aiuto di Google: chiedere nome e cognome a chi dice di essere di terze parti.

Alla voce sui comportamenti ingannevoli, l'aiuto di Google scrive: «se un rappresentante di terze parti dichiara di lavorare per Google, chiedigli nome e cognome». Chi si presenta con il nome di Google ma è un'altra società parte già da una domanda semplice: se cambia il nome sulla prima frase, cosa resta da credere sulle altre?

Chi telefona così può essere un rivenditore di pubblicità, un call center che lavora per un'agenzia o una società di servizi web. Alcune sono aziende vere con servizi veri. Il problema non è la chiamata in sé, ma il nome con cui si presenta.

Cosa non può promettere o fare chi dice di lavorare per Google?

Nessuna terza parte può promettere un posto nei risultati, togliere la scheda o entrare nel profilo senza il permesso della ditta.

Sul ranking l'aiuto di Google è netto: «le terze parti non possono promettere né influenzare direttamente il ranking della tua attività su Ricerca Google o Maps con mezzi speciali». E ancora: «non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale su Google». Chi al telefono promette di farti salire con un trucco promette una cosa che non può mantenere.

Sul controllo della scheda: «le terze parti non possono rimuovere la tua attività da Google né accedere al tuo profilo senza la tua autorizzazione». La ditta resta proprietaria: «Solo i proprietari dei profili possono controllare chi ha accesso e aggiornare le autorizzazioni in qualsiasi momento». Chi aiuta la ditta entra come gestore, con un permesso che la ditta può togliere quando vuole.

Quali tre domande fare al telefono?

Tre domande secche smontano quasi ogni copione: che società siete, mandate tutto per iscritto, a chi resta intestato quello che fate.

Chi vende una cosa vera risponde in pochi secondi e manda la carta senza problemi. Poi basta una frase: «Mandatemi tutto per iscritto e lo guardo con calma». Al telefono con uno sconosciuto non serve confermare niente, né dare i dati della scheda o le password.

  1. Come si chiama la vostra società, quella che emette fattura? Non per conto di chi lavorate, ma il nome vero.
  2. Mandate tutto per iscritto: nome, partita IVA, cosa fate e quanto costa?
  3. A chi resta intestato quello che fate? Sito, scheda ed eventuale numero a nome della ditta o vostro?

Come controllare la propria scheda senza pagare nessuno?

La scheda su Google si controlla da soli, senza costi: basta cercare il nome della ditta su Ricerca e su Maps.

Cercare il nome della ditta su Google e su Maps mostra la situazione vera della scheda, non quella raccontata al telefono. Se la scheda esiste ma non risulta gestita da nessuno in ditta, si può rivendicare dal Profilo dell'attività, dimostrando che la ditta è la propria. È una procedura che la ditta fa da sé.

Curare la presenza online è un mestiere, come il tuo, e qualcuno può farlo per la ditta. L'aiuto di Google lo dice: «Sebbene Profilo dell'attività sia uno strumento utilizzabile senza costi, le terze parti spesso addebitano una commissione per gestire il profilo della tua attività». Il punto è sapere chi chiami, non riceverlo al telefono.

Domande frequenti

Google può chiamare o scrivere a un'attività?

L'aiuto di Google, alla voce sui comportamenti ingannevoli, è chiaro su cosa fare quando qualcuno dice di lavorare per Google: «se un rappresentante di terze parti dichiara di lavorare per Google, chiedigli nome e cognome». Quindi conviene chiedere nome, cognome e il nome della società, e farsi mandare tutto per iscritto prima di decidere.

Molti artigiani pagano chi li chiama?

Non lo sappiamo. Nel nostro conteggio su 177 artigiani della casa, compilato dopo una nostra pubblicità tra il 4 agosto e il 1° settembre 2026, 52 hanno risposto di aver già pagato qualcuno per farsi trovare di più. È un nostro conteggio, non una ricerca di mercato, e non dice cosa hanno comprato.

Al telefono conviene dire di sì a una conferma?

Con uno sconosciuto meglio non confermare nulla e non dare i dati della scheda o le password. Se l'offerta è seria, arriva per iscritto e la si legge con calma. Se non arriva niente, la risposta è già chiara.

Fonti

  1. Google, «Identificare comportamenti ingannevoli»: support.google.com/business/answer/7163406 (consultata il 5 settembre 2026).
  2. Google, «Migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google»: support.google.com/business/answer/7091 (consultata il 12 ottobre 2026).
  3. Google, «Gestire il profilo della tua attività su Google»: support.google.com/business/answer/2721884 (consultata il 12 ottobre 2026).
  4. Clienti di Zona, dati interni (nostri conteggi, non ricerche di mercato): le risposte di 177 artigiani della casa al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, una sola risposta per domanda (dal 4 agosto al 1° settembre 2026).

Come lavoriamo: questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e controllato da una persona della redazione prima della pubblicazione.

Vuoi vedere cosa trova chi cerca il tuo mestiere nella tua zona? Nel video ti facciamo vedere come lavoriamo.

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