Come comparire su ChatGPT con la propria ditta? Cosa controllare su sito e scheda
Di Federico, fondatore di Clienti di ZonaPubblicato il Lettura: 7 minuti
In breve
Per comparire nella ricerca di ChatGPT, il sito della ditta non deve bloccare OAI-SearchBot, il crawler che OpenAI usa per mostrare i siti nei risultati. Un sito che lo blocca non compare nelle risposte, al massimo come link di navigazione. Poi contano le basi che valgono per tutte le AI: scheda Google completa, recensioni vere chieste a tutti, sito con le risposte alle domande dei clienti.
Qui sotto trovi cosa controllare sul sito per la ricerca di ChatGPT, come riconoscere le visite che arrivano da lì e le basi che servono con tutte le AI. Vale per idraulici, elettricisti, imbianchini, serramentisti, giardinieri e gli altri mestieri della casa.
Quale crawler usa ChatGPT per mostrare i siti nelle risposte?
Per la ricerca ChatGPT usa OAI-SearchBot: è il crawler che OpenAI usa per mostrare i siti nei risultati della ricerca di ChatGPT.
Un crawler è un programma che passa sui siti e ne legge le pagine. OpenAI ne ha più di uno, e servono a cose diverse. Per una ditta il punto pratico è uno solo: un sito che blocca OAI-SearchBot non compare nelle risposte della ricerca di ChatGPT, al massimo come link di navigazione.
GPTBot invece serve all'addestramento dei modelli. Sono due nomi diversi con due compiti diversi, e conviene non confonderli quando si parla con chi gestisce il sito.
| Crawler | A cosa serve | Cosa conta per la ditta |
|---|---|---|
| OAI-SearchBot | Mostrare i siti nei risultati della ricerca di ChatGPT | Se il sito lo blocca, non compare nelle risposte, al massimo come link di navigazione |
| GPTBot | Addestramento dei modelli | Non è il crawler della ricerca: quello è OAI-SearchBot |
Come si controlla che il sito non blocchi OAI-SearchBot?
Si legge il file robots del sito, quello che dice ai crawler quali pagine possono leggere, e si cerca il nome OAI-SearchBot.
È un controllo veloce per chi conosce il sito. Se la ditta non ha un sito, questo passaggio non serve: si parte dalle basi delle sezioni qui sotto.
- Chiedere a chi ha fatto il sito, o a chi lo gestisce oggi, di aprire il file robots e leggerlo insieme.
- Cercare il nome OAI-SearchBot: se accanto c'è un divieto su tutto il sito, va tolto.
- Guardare anche le righe che valgono per tutti i crawler insieme: un divieto generale ferma anche OAI-SearchBot.
- Chiedere se sono attivi altri blocchi per i bot delle AI, oltre al file robots, e se toccano anche OAI-SearchBot.
- Segnare cosa è stato cambiato, per ricontrollarlo dopo ogni modifica al sito o cambio di chi lo gestisce.
Come si vede nelle statistiche chi arriva al sito da ChatGPT?
ChatGPT aggiunge da sé ai link verso i siti un'etichetta utm_source col nome di ChatGPT, così quelle visite si riconoscono nelle statistiche.
L'etichetta utm_source è un pezzo di testo attaccato in fondo al link, che dice da dove arriva la visita. Non serve impostare niente: l'etichetta la mette ChatGPT.
Nelle statistiche del sito si apre l'elenco delle sorgenti del traffico e si cerca la voce col nome di ChatGPT. Conviene guardarla con calma una volta al mese e segnare cosa cambia dopo una modifica al sito o alla scheda.
Cosa conta per tutte le AI, oltre a ChatGPT?
Contano le basi della ricerca locale: scheda Google completa, recensioni vere chieste a tutti e un sito che risponde alle domande dei clienti.
Per la ricerca locale Google scrive: «Le attività con informazioni complete e accurate hanno maggiori probabilità di essere visualizzate nei risultati di ricerca locale». E spiega che «I risultati di ricerca locale si basano principalmente su pertinenza, distanza e popolarità».
Le voci qui sotto sono quelle da tenere complete e uguali dappertutto: sulla scheda Google, sul sito e in ogni altro posto dove compare la ditta. Una ditta descritta allo stesso modo ovunque è più facile da riconoscere per chi cerca.
- Categoria giusta per il mestiere, più le categorie secondarie che servono davvero.
- Servizi scritti con le parole di chi cerca, non con i nomi tecnici.
- Zone servite con i nomi dei comuni, non solo la provincia.
- Orari veri, e scritto chiaro se la ditta fa le urgenze e come la si raggiunge.
- Foto dei lavori fatti, senza volti, indirizzi o dettagli delle case dei clienti.
- Telefono e sito uguali a quelli che compaiono altrove.
Come si chiedono le recensioni senza fare errori?
Le recensioni si chiedono a tutti i clienti, senza scegliere a chi, e mai in cambio di favori o regali.
Sulla stessa guida della ricerca locale Google scrive: «Più numerose saranno le recensioni e le valutazioni positive, migliore sarà il posizionamento nei risultati di ricerca locale di un'attività». Non è una promessa: è un motivo per chiederle con costanza, a tutti, senza filtri.
Fra le cose che non consente ai commercianti, Google mette: «sollecitare selettivamente recensioni positive da parte dei clienti». Quindi niente richieste solo ai clienti contenti, e nessuna recensione scritta dalla ditta o da altri per lei. Un messaggio corto a fine lavoro basta, per esempio: «Se ha un minuto, ci lascia una recensione su Google?».
Cosa scrivere sul sito della ditta per le domande dei clienti?
Sul sito servono pagine che rispondono con parole semplici alle domande che i clienti fanno al telefono: cosa fa la ditta, dove e quando.
Le stesse parole vanno anche sulla scheda Google. Chi legge il sito e chi legge la scheda deve trovare la stessa ditta, con gli stessi servizi, le stesse zone e gli stessi orari.
- Idraulico: «perdita sotto il lavello» o «scarico del bagno intasato», scritti così, non solo «servizi idraulici».
- Elettricista: «salvavita che scatta» o «impianto da rifare in un appartamento vecchio».
- Imbianchino: «tinteggiatura di un appartamento abitato» o «muffa sul soffitto del bagno».
- Serramentista: «finestre che non chiudono bene» o «sostituzione degli infissi».
- Giardiniere: «potatura delle siepi» o «manutenzione del verde in condominio».
- Per tutti: una pagina di domande frequenti con risposte di due righe su zone, tempi di intervento e come si chiede un preventivo.
Da dove parte chi oggi su Google ha poco o niente?
Parte dalla scheda Google completa, poi dalle recensioni chieste a tutti, poi dal sito con le risposte e dal controllo su OAI-SearchBot.
Nel nostro conteggio, 126 artigiani della casa su 177 (71,2%) dicono di avere poco o niente su Google. Sono le risposte al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, dal 4 agosto al 1° settembre 2026, una sola risposta per domanda.
È un nostro conteggio e non una ricerca di mercato: chi risponde a una pubblicità che parla di lavoro può essere diverso dalla media. Dice solo che molti partono da zero, e che le basi vengono prima di qualsiasi discorso sulle AI.
Domande frequenti
Bloccare GPTBot toglie la ditta dalle risposte di ChatGPT?
GPTBot serve all'addestramento dei modelli, non alla ricerca. Il crawler che OpenAI usa per mostrare i siti nei risultati della ricerca di ChatGPT è OAI-SearchBot: è quello che il sito non deve bloccare.
Si può pagare per comparire nelle risposte di Google?
Per la ricerca locale Google scrive che «non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale su Google». Prima di pagare chiunque, conviene chiedere cosa farà in concreto su sito, scheda e recensioni.
Serve un sito per comparire nella ricerca di ChatGPT?
La ricerca di ChatGPT mostra siti, e OAI-SearchBot è il crawler che li legge per i risultati. Senza un sito, quel crawler non ha pagine della ditta da leggere; la scheda Google resta comunque la base per la ricerca locale.
Quando conviene ricontrollare il sito e la scheda?
Dopo ogni modifica al sito, ogni cambio di chi lo gestisce e ogni cambio di servizi, orari, zone o telefono. Informazioni complete e accurate sono la base della ricerca locale.
Fonti
- OpenAI, «Crawler di OpenAI (Overview of OpenAI Crawlers)»: developers.openai.com/api/docs/bots (consultata il 12 ottobre 2026).
- OpenAI, «Publishers and Developers FAQ»: help.openai.com/en/articles/12627856-publishers-and-developers-faq (consultata il 12 ottobre 2026).
- Google, «Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google»: support.google.com/business/answer/7091 (consultata il 12 ottobre 2026).
- Google, «Norme sui contenuti di Maps: contenuti vietati e con limitazioni»: support.google.com/contributionpolicy/answer/7400114 (consultata il 12 ottobre 2026).
- Clienti di Zona, dati interni (nostri conteggi, non ricerche di mercato): le risposte di 177 artigiani della casa al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, una sola risposta per domanda (dal 4 agosto al 1° settembre 2026).
Come lavoriamo: questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e controllato da una persona della redazione prima della pubblicazione.
Vuoi vedere cosa trova chi cerca il tuo mestiere nella tua zona? Nel video ti facciamo vedere come lavoriamo.
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