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Clienti di Zona

Portali che vendono contatti o presenza propria su Google: cosa cambia?

Di Federico, fondatore di Clienti di ZonaPubblicato il Lettura: 6 minuti

In breve

Con un portale la ditta paga per ricevere richieste raccolte da altri, alle condizioni del contratto. Con una presenza propria la scheda Google è, come scrive Google, «uno strumento utilizzabile senza costi», il profilo resta della ditta e il posto nei risultati non si compra. Nessuna delle due strade è sbagliata in sé: cambiano chi paga, a chi resta il contatto e cosa rimane se si smette.

Le due strade si possono usare anche insieme. Qui le mettiamo a confronto con le stesse voci per tutte e due, usando solo quello che scrivono le pagine ufficiali di Google e, per i portali, le domande da fare sul contratto.

Come funzionano le due strade, voce per voce?

Il portale raccoglie la richiesta e la passa alla ditta; con la presenza propria il privato trova la ditta e la contatta direttamente.

La tabella mette le due strade sulle stesse cinque voci. Per la colonna dei portali non diamo regole valide per tutti: ogni portale ha il suo contratto, e le risposte giuste si trovano lì. Per la colonna della presenza propria usiamo le frasi delle guide di Google, che trovi più sotto parola per parola.

Confronto fra contatti comprati da un portale e presenza propria su Google (scheda, sito, recensioni), pagine Google lette il 18 ottobre 2026
VoceContatti da un portalePresenza propria su Google
Come funzionaIl privato scrive al portale, il portale passa la richiesta a una o più ditte secondo le sue regoleIl privato cerca il lavoro su Google, trova la scheda o il sito della ditta e la contatta direttamente
Chi paga cosaLa ditta paga il portale nei modi scritti nel contrattoLa scheda si usa senza costi; si paga solo chi la gestisce, se la ditta affida il lavoro a una terza parte
A chi resta il contattoDipende dal contratto: va chiesto se la stessa richiesta arriva anche ad altre ditteIl privato contatta la ditta, e il profilo lo controlla il suo proprietario
Cosa resta se si smetteDipende dal contratto: va chiesto cosa succede a profilo, recensioni e richieste dopo la disdettaLa scheda e le recensioni restano legate all'attività
Come si controlla cosa arrivaCon i dati che il portale mette a disposizione: vanno chiesti prima di firmareCon le statistiche della scheda e contando a mano chiamate e messaggi

Chi paga cosa, con un portale e con la scheda Google?

Con un portale paga la ditta, secondo il contratto. La scheda Google si usa senza costi, ma chi la fa gestire a terzi di solito paga loro.

Nella sua guida sulle terze parti Google scrive che il «Profilo dell'attività sia uno strumento utilizzabile senza costi», e subito dopo che «le terze parti spesso addebitano una commissione per gestire il profilo della tua attività». Quindi aprire e tenere la scheda non costa niente. Si può pagare chi la tiene aggiornata, scrive i testi o carica le foto, ma resta un servizio a parte, non un costo di Google.

Con un portale, quello che si paga e quando si paga lo scrive il contratto. Prima di firmare conviene sapere con precisione cosa fa partire il pagamento: una richiesta ricevuta, un periodo di tempo o un'altra regola.

A chi resta il contatto e cosa rimane se si smette?

Il profilo dell'attività su Google lo controlla il suo proprietario; con un portale la risposta sta nel contratto e va chiesta prima.

Google lo scrive chiaro: «Solo i proprietari dei profili possono controllare chi ha accesso e aggiornare le autorizzazioni in qualsiasi momento». Per questo, se la scheda la gestisce qualcun altro, la ditta dovrebbe restare proprietaria e dare a chi lavora per lei solo un accesso da gestore.

Con un portale le recensioni, la pagina della ditta e le richieste stanno sul sito del portale. Un idraulico, un imbianchino o un giardiniere che vuole smettere fa bene a chiedere prima cosa rimane visibile dopo la disdetta e se può portarsi via qualcosa.

Si può pagare per stare più in alto nei risultati locali di Google?

No. Nella guida del Profilo dell'attività Google scrive che «non è possibile richiedere o acquistare un posizionamento migliore nei risultati di ricerca locale su Google».

Nella stessa guida Google spiega che «I risultati di ricerca locale si basano principalmente su pertinenza, distanza e popolarità». Sotto quella frase la pagina usa la parola evidenza al posto di popolarità. Sono cose su cui una ditta può lavorare solo in parte: servizi scritti con le parole di chi cerca, zone giuste, recensioni chieste a tutti i clienti. La distanza da chi cerca non si cambia.

Se qualcuno promette alla ditta un posto preciso su Google in cambio di soldi, vale la pena rileggere la frase di Google qui sopra prima di firmare.

Come si controlla quello che arriva, nelle due strade?

Con un portale si chiedono i dati prima di firmare; con la presenza propria si contano chiamate e messaggi e si tengono in ordine scheda e recensioni.

Le recensioni vanno chieste a tutti i clienti, senza scegliere a chi. Le norme sui contenuti di Maps non consentono ai commercianti di «sollecitare selettivamente recensioni positive da parte dei clienti». Mai recensioni scritte dalla ditta, comprate o date in cambio di regali.

Quanti artigiani della casa hanno già pagato qualcuno per farsi trovare?

Nel nostro modulo, 52 artigiani della casa su 177 hanno risposto di aver già pagato qualcuno per farsi trovare.

Sono le risposte di 177 artigiani della casa al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, dal 4 agosto al 1° settembre 2026, con una sola risposta per domanda. Alla domanda «Hai già provato qualcosa per farti trovare di più?», 52 hanno scelto «Sì, ho pagato qualcuno».

È un nostro conteggio, non una ricerca di mercato: chi risponde a una pubblicità che parla di lavoro può essere diverso dalla media. Il dato non dice cosa hanno comprato, se un portale, una scheda gestita o altro, né com'è andata. Dice solo che chi ha già pagato qualcuno non è un caso raro, e che le domande da fare prima servono a molti.

Domande frequenti

Si possono usare un portale e la scheda Google insieme?

Sì, le due strade non si escludono. Un serramentista o un muratore può ricevere richieste da un portale e intanto tenere aggiornata la propria scheda. Conviene segnare da dove arriva ogni lavoro, per sapere cosa rende.

Se affido la scheda Google a un'agenzia, la perdo?

Non se la ditta resta proprietaria del profilo. Il proprietario controlla chi ha accesso e può cambiare le autorizzazioni quando vuole: all'agenzia basta un accesso da gestore.

Aprire il Profilo dell'attività su Google costa qualcosa?

No, Google lo presenta come uno strumento utilizzabile senza costi. Si paga solo se si affida la gestione a una terza parte, e allora il prezzo lo decide chi fa il servizio.

Fonti

  1. Google, «Suggerimenti per collaborare con terze parti per gestire il profilo dell'attività»: support.google.com/business/answer/7163406 (consultata il 18 ottobre 2026).
  2. Google, «Suggerimenti per migliorare il posizionamento nei risultati di ricerca locale su Google»: support.google.com/business/answer/7091 (consultata il 18 ottobre 2026).
  3. Google, «Contenuti vietati e con limitazioni, norme sui contenuti di Maps»: support.google.com/contributionpolicy/answer/7400114 (consultata il 12 ottobre 2026).
  4. Clienti di Zona, dati interni (nostri conteggi, non ricerche di mercato): le risposte di 177 artigiani della casa al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, una sola risposta per domanda (dal 4 agosto al 1° settembre 2026).

Come lavoriamo: questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e controllato da una persona della redazione prima della pubblicazione.

Vuoi vedere cosa trova chi cerca il tuo mestiere nella tua zona? Nel video ti facciamo vedere come lavoriamo.

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