Il sito sparisce se si cambia agenzia? La domanda da fare prima di firmare
Di Federico, fondatore di Clienti di ZonaPubblicato il Lettura: 5 minuti
In breve
Un sito può smettere di funzionare a fine contratto quando il dominio, la scheda Google o il numero di telefono sono intestati a chi li ha creati e non alla ditta. La domanda da fare prima di firmare è una sola: a chi sono intestati e cosa resta alla ditta se un giorno cambia fornitore? La risposta va messa per iscritto nel contratto.
Il dominio, la scheda Google e il numero di telefono sono i pezzi della presenza online di una ditta. Chi li paga vuole sapere che restano suoi anche cambiando fornitore. Vediamo a chi vanno intestati e cosa chiedere prima di firmare.
Perché un sito può sparire a fine contratto?
Un sito sparisce quando il dominio, vale a dire l'indirizzo, è intestato a chi lo ha creato e non alla ditta: a fine contratto l'indirizzo torna al titolare.
Il dominio è l'indirizzo del sito, per esempio il nome che finisce in .it. Quando è registrato a nome di chi ha costruito il sito, il dominio è suo: la ditta paga un abbonamento mensile per usarlo. A fine rapporto il titolare se lo riprende, e con l'indirizzo possono smettere di funzionare anche il sito e la casella di posta collegata.
In un nostro conteggio, non una ricerca di mercato, 177 artigiani della casa hanno risposto a un modulo tra il 4 agosto e il 1° settembre 2026, dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram: tre su dieci dicono di aver già pagato qualcuno per farsi trovare. Non sappiamo cosa abbiano comprato, ma affidare a un fornitore la presenza online è comune.
Di chi devono essere dominio, scheda Google e numero?
Dominio, scheda Google e numero di telefono dovrebbero essere intestati alla ditta. Chi cura la presenza online entra come gestore della scheda, non come proprietario.
Google, nella guida su come riconoscere i comportamenti ingannevoli, scrive: «Solo i proprietari dei profili possono controllare chi ha accesso e aggiornare le autorizzazioni in qualsiasi momento». Vuol dire che la scheda della ditta dovrebbe avere la ditta come proprietaria, mentre chi la aggiorna va aggiunto come gestore.
La stessa pagina aggiunge che «le terze parti non possono rimuovere la tua attività da Google né accedere al tuo profilo senza la tua autorizzazione». Se un giorno la ditta cambia fornitore e toglie l'accesso al gestore, la scheda con le recensioni resta sua.
Come si controlla a chi è intestato un dominio?
L'intestatario di un dominio è un dato pubblico: si controlla con la ricerca whois. Per i domini che finiscono in .it la mette a disposizione il Registro .it.
Per i domini diversi dal .it, come quelli che finiscono in .com, esistono altri servizi whois gratuiti che mostrano lo stesso dato. Il punto resta uno: nel campo dell'intestatario deve esserci la ditta.
- Per i domini .it apri la ricerca whois del Registro .it, l'ente ufficiale italiano dei nomi a dominio, e cerca il nome del sito.
- Guarda il campo dell'intestatario, chiamato registrant: deve comparire il nome della ditta o la sua partita IVA, non una sigla sconosciuta.
- Se i dati sono oscurati per privacy, chiedi per iscritto a chi cura il sito di confermare che il dominio è intestato alla ditta.
Cosa chiedere per iscritto prima di firmare?
Prima di firmare, chiedi per iscritto a chi sono intestati dominio, scheda Google e numero di telefono, e cosa resta alla ditta se un giorno cambia fornitore.
Google consiglia la stessa prudenza: «Prima di accettare di collaborare con una terza parte, procurati una copia ufficiale del contratto che descriva chiaramente i servizi e i relativi costi». Le promesse a voce non bastano: la risposta va messa nel contratto.
- Il dominio è registrato a nome della ditta; chi cura il sito può gestirlo, ma l'intestatario resta la ditta.
- La scheda Google ha la ditta come proprietaria; chi la aggiorna entra come gestore.
- Il numero di telefono che ricevono i clienti resta alla ditta, oppure il contratto dice che a fine rapporto la segue.
- A fine contratto vengono consegnati gli accessi a dominio, scheda e materiali, scritto e non promesso.
Cosa fare se il dominio è intestato a un altro?
Se il dominio è intestato a chi ha fatto il sito, si può trasferire alla ditta. Conviene chiederlo per iscritto finché il rapporto è ancora attivo.
Il trasferimento di un dominio all'intestatario corretto è una procedura normale. Conviene chiederlo per iscritto e tenere traccia di ogni passaggio, meglio quando il rapporto è ancora attivo e non il giorno in cui serve andarsene. Lo stesso vale per gli accessi alla scheda Google e ai materiali del sito.
Domande frequenti
Cosa succede alla mail con il dominio della ditta?
La casella di posta col dominio funziona finché il dominio è attivo e intestato alla ditta. Se il dominio è di un altro, a fine contratto la mail può smettere di funzionare. Per questo conviene controllare l'intestatario prima di firmare.
Posso trasferire un dominio già intestato all'agenzia?
Sì. Il dominio si può trasferire all'intestatario corretto. Chiedilo per iscritto e tieni traccia dei passaggi, meglio finché il rapporto è ancora attivo e la ditta è un cliente che paga.
La scheda Google con le recensioni resta alla ditta?
Se la ditta è proprietaria della scheda, scheda e recensioni restano sue anche cambiando chi la cura. Chi la aggiorna va aggiunto come gestore, non come proprietario, così non può portarla via.
Serve capire di informatica per fare questi controlli?
No. Basta chiedere per iscritto a chi sono intestati dominio, scheda e numero, e controllare l'intestatario del dominio con la ricerca whois. Le risposte vaghe sono già un segnale da valutare prima di firmare.
Fonti
- Google, «Identificare comportamenti ingannevoli»: support.google.com/business/answer/7163406 (consultata il 5 settembre 2026).
- Clienti di Zona, dati interni (nostri conteggi, non ricerche di mercato): le risposte di 177 artigiani della casa al nostro modulo, compilato dopo una nostra pubblicità su Facebook o Instagram, una sola risposta per domanda (dal 4 agosto al 1° settembre 2026).
Come lavoriamo: questo articolo è stato preparato con l'aiuto di strumenti di intelligenza artificiale e controllato da una persona della redazione prima della pubblicazione.
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